Faerûn's Legends

Angeli e Demoni

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Claupx
view post Posted on 9/3/2018, 15:05 by: Claupx
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Lord Draxler di Gulthmere

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Il paladino Wayne Blackrose si ritrovava nelle terre a Nord della sua città nativa, Waterdeep.
Si era mosso secondo i suoi ideali nella difesa di deboli ed indifesi andando a scovare un Troll che aveva recato danni lungo la tratta maestra che da Waterdeep si stagliava verso le città più a Nord della Costa della Spada.
A cavallo del suo destriero dal manto di scurissimo nero, la figura in argento rilucente, con un mantello di rosso rubino si muoveva con accortezza fino a ritrovare la minaccia ed abbatterla con precise movenze di arte della spada.

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Recuperato il necessario si mosse per controllare i dintorni per sincerarsi che l'area fosse sicura e che nessun'altro venisse minacciato, ferito o ucciso.
La situazione gli risultò tranquilla, forse troppo tranquilla rispetto a quanto egli si aspettasse di un'area di sentiero circondato da fitti boschi.
Il suo presentimento fù ben presto confermato, quando scorse a distanza quelli che sembravano degli uomini armati che ne inseguivano uno non armato.
Confuso probabilmente dalle asperità del luogo, li disperse per alcuni istanti dalla vista, per poi ritrovarli...
l'uomo disarmato era in un bagno di sangue, squartato per terra.
La scena gli fece ribollire il sangue, osservò a lungo i due presunti omicidi, scrutandone i dettagli e indagando con ponderazione prima di prendere iniziativa. Sincerò che effettivamente lo avevano assassinato e squartato per una probabile diatriba con la moglie. Non era per il giovane Wayne un motivo sufficiente per omicidio. Gli si lanciò contro con spada imbracciata, volendo punire la loro malvagità.
Iniziò un duello uno contro due, nel quale il paladino dell'Osservatore mostrò la sua maestria di combattimento. Uno di loro cadde, un'altro stava per farlo ma l'attenzione fu catturata dalla sovraggiunta di una sagoma ben distinguibile al waterdaviano: era sicuramente un lich che si godeva la situazione. Lasciò l'attenzione dall'uomo, priorizzando le sue gesta nel voler annientare quel lich prima che proferisse parola o qualche incantesimo. In fin dei conti gli insegnamenti tattici che aveva ricevuto nella totalità dei suoi 25 anni gli avevano permesso di divenire un combattente sempre accorto alla situazione, e in combattimento bisogna avere occhio vigile, integrando le informazioni della vista coordinando ogni movimento e scegliendo nel giro di millisecondi se cambiare approccio per efficienza, talvolta la sopravvivenza.

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Iniziò un intenso combattimento con il Lich, sul quale Wayne riversava precisi fendenti con la sua perfetta spada bastarda argentea.
La situazione si complicò ulteriormente però, mentre l'umano criminale ne aveva approfittato per sfuggire, nuove entità ostili si palesarono attorno al ragazzo. Diversi non morti che gli si pararono come scudo tra lui ed il lich ed inoltre una strega notturna a cavallo di un destriero nero come l'abisso.
Era solo, in un posto lontano da tutto e da tutti, ed era quasi accerchiato da numerosi nemici pericolosissimi.
Il pensiero della morte non lo attanagliò, anzi nel momento più buio socchiuse gli occhi appena, richiamando il suo dio Helm affinchè lo aiutasse.
Riaprì gli occhi subito dopo, brandendo la sua spada con ancora più determinazione, forte della sua immensa ed infinita fede,
falciando il lich definitivamente e la massa di non morti non senzienti a sua difesa.
Si concentrò subito dopo sulla strega notturna, che con un preciso colpo disarcionò.
Si alternarono diverse fasi di combattimento con quest'ultima, che con energie malvage tentò di ferirlo mortalmente, ma lui
deciso le infierì l'ultimo colpo facendola accasciare al suolo con un tonfo sordo.
Non gli fu data occasione di capire oltre, vista la velocità in cui si era eseguito tutto ciò, ma si ritrovò davanti nuovamente,
un lich.
Era sicuro di aver annientato il precedente, com'era possibile che si fosse già rigenerato?
Forse aveva risucchiato energia da quei due criminali? O forse erano due? Forse era un illusione? Troppe domande
a cui a seguito di quello strenuo combattimento non sapeva dare risposta.
Il nuovo Lich cominciò a parlargli, forse volendo fare leva sulla volontà del ragazzo,
dicendogli di essere un fallito e che per sua colpa quegli umani erano morti.
Gli introdusse da li, il discorso sull'esistenza di paladini dannati, uomini ormai morti,
che in vita hanno combattuto per il male ma si sono redenti ed aspirano infine a giungere a Celestia, gli Hellbred.
Gli offrì potere e forza, in cambio il paladino lo avrebbe dovuto aiutare a sconfiggere un nemico:
Yeltasaur, signore dell'Alta Brughiera, demone di 1000 anni, avente un dominio con harem di streghe oscure.
Non ci fu neanche il minimo barlume che Wayne accettasse quanto quella creatura gli offrisse, per tanto l'uomo si lanciò verso il nemico,
volendolo sconfiggere.
Il Lich sembrava non subire i colpi del cavaliere, subito dopo lo bloccò tramite un incantesimo, rendendolo immobile insieme alla sua cavalcatura, poi lo sollevò in aria scaraventandolo a terra.
Gli mostrò che questo era il potere e la vera forza, poi visto il rifiuto, fece una rapida movenza dopo il quale Wayne cadde a terra.
Nell'ultimo istante prima di perder conoscenza Wayne sentì lontamante come un rintocco di campane funerarie. Gli passarono veloci in mente i volti della sua amata Lorelei, e dei suoi amici più vicini.
Rimase probabilmente a terra per diverse ore, risvegliandosi in una pozza di sangue. Il Lich era sparito.
Con le ultime forze, avendo subito incantesimi quasi mortali, si alzò con non poca difficoltà montando a cavallo e tentanto di salvarsi, puntando verso Sud, nella sua città.

Hellbred


Circa a metà strada imbeccò alcuni cavalieri neri, con destrieri neri che galoppavano verso Sud-Est.
Uno di loro si fermò a fissare il giovane ferito. Wayne percepì in lui un'aurea malvagia, ma dalle parole e dalle movenze della creatura dai lineamenti inumani, sembrava qualcuno votato alla legge ed alla giustizia.
Si presentò come Bazil, aveva una voce spaventosa, disse di scontare la pena dal limbo e che era un devoto di tutti gli dei, poichè non farlo sarebbe significato non avere speranza davanti al grande male, Kezef.
Era un'entità sovrannaturale che uccide i monoteisti e fu la stessa a mangiare il braccio a Tyr. Il Mastino del Caos.
Il figlio dei Blackrose era palesemente ferito, la sua capacità di attento osservatore poteva essere stata alterata.
Vide una figura alata verso Sud-Est innalzarsi nei cieli, nel mentre ne giunse una piumata verso lui e quel Bazil.
Un Deva astrale, era atterrato, sembrava conoscere quell'hellbred e dialogando in celestiale si aggiornarono sull'eventuale presenza di servitori del demone.
Wayne riconobbe la tipologia di linguaggio, comprendendoli in pieno, e gli fornì dettagli su quanto era accaduto con quel lich servitore di Yeltasaur.
Guarito dal celestiale, poi riprese la via verso Waterdeep dove avrebbe informato il Tempio di Tyr ed una cerchia ristretta di chi riteneva utile, affinchè si potesse procedere secondo le indicazioni ricevute.
 
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